Soprattutto dopo l’estate, le mani possono aver bisogno di un check up: il sole e la salsedine rendono la pelle più arida e l’abbronzatura, una volta scomparsa, può lasciare delle macchie scure che prima non c’erano. Ecco tutti i trattamenti che si possono fare.

Il laser per le macchie

Se la pelle del dorso è punteggiata da macchioline color caffelatte, vuol dire che la melanina, il pigmento che dà origine all’abbronzatura, rimane in superficie e non viene più eliminata dalle cellule “spazzino”. Succede soprattutto dopo una certa età, quando queste cellule rallentano il loro lavoro.

Che cos'è

Per “vaporizzare” gli accumuli di melanina, si usa un particolare laser, il Q switched, che ha come bersaglio il pigmento marrone. Per questo va fatto quando si è persa tutta l’abbronzatura, altrimenti il raggio rischia di non riconoscere la macchia da colpire. La seduta può essere preceduta da qualche punturina di anestetico locale, poi si procede su ogni singola discromia. Dopo qualche giorno si forma una crosticina scura che lascia il posto alla pelle nuova e rosata. Di solito è sufficiente una seduta, eventualmente un ritocco può essere effettuato dopo un mese.

Il peeling per la pelle arida

Dopo l’estate è normale che la trama della cute appaia più irregolare. L’azione disidratante del sole crea micro rugosità e non sempre insistere con la crema idratante è sufficiente. Occorre aiutare la cute a riparare la sua barriera idrolipidica.

Che cos'è

Un peeling superficiale è quello che ci vuole per stimolare il turn over cellulare e ripristinare i livelli ottimali di idratazione. Quelli per le mani in genere contengono acido mandelico, dall’azione soft, mixato con altre sostanze, come l’acido lattico. È ideale perché richiama acqua in superficie e stimola la produzione di ceramidi, sostanze lipidiche che creano un film protettivo. Questi peeling non producono esfoliazione evidente e si possono ripetere ogni due settimane, per un totale di quattro sedute.

Il filler per rimpolparle

È inevitabile: con l’età la pelle delle mani e lo strato adiposo sottocutaneo si assottigliano, così vene e tendini si evidenziano. Non c’è da stupirsi se in un sondaggio condotto da Wakefield Research su mille donne americane over 40, il 65% pensi che le loro mani le facciano apparire più vecchie della loro età e il 50% utilizzi un filtro per migliorarne l’aspetto prima di pubblicare una foto sui social media.

Che cos'è

La soluzione più indicata sono i filler dermici. Negli spazi tra le ossa si iniettano sostanze come acido ialuronico a media densità o idrossiapatite di calcio, che donano immediatamente più turgore e pienezza. I risultati sono molto naturali, perché questi filler sono morbidi e malleabili, e durano da 6 a 8 mesi per l’acido ialuronico, fino un anno per l’idrossiapatite. In genere è sufficiente iniettare il contenuto di una fiala per ciascuna mano.

La biostimolazione per un effetto immediato

La pelle delle mani è esposta più di ogni altra parte del corpo alle aggressioni esterne. Per questo può apparire poco idratata, sottile e ruvida anche se non hai superato gli “anta”. In questi casi è utile prevenire l’invecchiamento precoce con un trattamento urto.

Che cos'è

Si effettuano tante micro iniezioni sottocute a base di sostanze varie: acido ialuronico, amminoacidi, sali minerali, enzimi, antiossidanti. Tutte stimolano la pelle a produrre più fibre elastiche e collagene, rendendola più spessa e idratata. A seconda dei “cocktail” utilizzati, la cadenza e il numero delle sedute di biostimolazione può variare, ma in genere si consigliano tre sedute a distanza di un mese e la quarta dopo sei mesi.

La terapia con la luce se hai chiazze in rilievo

A volte sul dorso compaiono delle macchie bruno-rossastre ruvide e squamose. Si chiamano cheratosi attiniche e sono un vero e proprio danno prodotto dai raggi UV. In genere si manifestano dopo i 50 anni, e vanno trattate non solo per un fattore estetico: in alcuni casi potrebbero trasformarsi in lesioni più serie.

Che cos'è

Per eliminarle oggi c’è un nuovo trattamento: la terapia fotodinamica in daylight. A differenza di quella tradizionale che prevedeva l’esposizione a una lampada led, questa si serve della luce solare. In pratica si applica sulla pelle una crema a base di un ingrediente fotosensibilizzante che si attiva con la luce del giorno. Basta tenere scoperta la zona per un paio d’ore, poi si rimuove la crema sciacquandosi. Dopo qualche giorno di formano delle crosticine che, una volta cadute, scoprono la pelle nuova. Di solito è sufficiente una seduta.

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