PRP capelli

PRP: una soluzione per la caduta dei capelli in autunno

 

Con l’arrivo dell’autunno, i capelli subiscono il cosiddetto effluvium stagionale. Il trattamento con PRP (plasma ricco di piastrine) funziona come un booster in grado di stimolare la ricrescita. Ma non solo. Questa tecnica trova una sua applicazione anche in altre situazioni che possono determinare un indebolimento e una conseguente caduta del capello: diete drastiche, post-partum, stress emotivo, malattie infettive. La caduta temporanea ha in genere una risoluzione spontanea: il PRP interviene nella fase finale per stimolare la ricrescita così da accelerare la ripresa di densità e volume della capigliatura.

 

PRP capelli

 

PRP: anche per l’alopecia androgenetica

In una recente revisione della letteratura si è evidenziato come il trattamento con PRP abbia determinato un aumento significativo della densità dei capelli in soggetti affetti da alopecia androgenetica. Ma la metodica è davvero utile solo dopo essere intervenuti con terapie topiche e farmacologiche così da bloccare la caduta. Solo in seconda battuta ci si può affidare al PRP per stimolare la ricrescita. In alcuni casi selezionati si può decidere di impiegare la metodica nelle fasi iniziali della caduta, per decidere se ricorrere o meno alla terapia farmacologica. Il PRP non andrebbe utilizzato invece nel momento in cui i capelli cadono copiosamente a causa dell’alopecia androgenetica. Oltre a non arrestare la caduta, c’è il rischio che lo stress provocato dall’ago determini una condizione di peggioramento del quadro clinico.

PRP: come si interviene

Si inizia con un normale prelievo di sangue al paziente, che viene poi centrifugato. Questo permette di separare la componente corpuscolata del sangue (globuli bianchi e globuli rossi) da quella liquida, il plasma dove si concentrano le piastrine che, opportunamente attivate, rilasciano i fattori di crescita. Il plasma arricchito in piastrine viene poi iniettato con aghi molto sottili nelle aree del cuoio capelluto interessate dal diradamento. Gli effetti del PRP sono progressivi e raggiungono il picco dopo 3-4 sessioni eseguite a cadenza mensile. Occorre poi lasciare ai capelli il giusto tempo di ricrescita: per questo è consigliabile un controllo dopo sei mesi dal termine del ciclo di trattamento. Un paio di sedute all’anno sono sufficienti in funzione di mantenimento.

 

PRP capelli

 

Una tecnica sicura

Tutti gli studi condotti finora lo confermano: il PRP è una metodica sicura, che può essere suggerita, per esempio anche in allattamento per fronteggiare l’indebolimento che può accompagnare il post-partum. In nesun caso sono stati segnalati effetti avversi. Le iniezioni possono provocare un lieve dolore che in alcuni casi può persistere per alcuni giorni attenuandosi progressivamente. Anche eventuali piccoli ematomi provocati dall’ago si risolvono in breve tempo senza lasciare traccia.

 

PRP capelli