rughe

Rughe: quanto ne sai?

Ne esistono di più tipi. VERO

A seconda della causa che le ha prodotte, le rughe si possono dividere in 4 tipi. Ci sono quelle di espressione, dovute alla mimica del viso e quelle da sonno, che si formano a lungo andare su tempie, guance e collo (ma anche sul décolleté) dovute alla pressione della pelle che si “stropiccia” sul cuscino. Esistono poi le rughe gravitazionali dovute ai cedimenti cutanei (come quelle “della marionetta”, dagli angoli della bocca verso il mento) e quelle attiniche, causate dall’esposizione solare.

La tossina botulinica può cancellarle tutte. FALSO

«Il botulino agisce bloccando un neurotrasmettitore responsabile della contrazione muscolare. Va da sé, quindi, che è indicato per appianare quei solchi che si formano a causa della mimica facciale» spiega Vittorio Crobeddu, dermatologo e medico estetico. «In particolare, l’uso del botulino in Italia è autorizzato per le rughe glabellari, quelle che si formano tra le sopracciglia, per quelle della fronte e per le cosiddette zampe di gallina, intorno agli occhi».

Il fumo ne favorisce la comparsa.  VERO

L’invecchiamento cutaneo si manifesta precocemente in chi fuma perché la nicotina aumenta la produzione di alcuni enzimi che distruggono il collagene. Senza contare i danni provocati dal monossido di carbonio, che si inala ad ogni boccata e riduce l’apporto di ossigeno nel sangue. Così compaiono ben presto tanti piccoli solchi a raggiera intorno agli occhi e a seguire i tipici segni verticali sulle labbra. «Nella formazione delle rughe la genetica conta per circa il 20-40%, ma le cattive abitudini e quindi fumo, esposizione sconsiderata al sole, stress, ecc. incidono di più, per il 60-80%» commenta l’esperto. Il miglior antiaging, quindi, è uno stile di vita corretto.

Esistono le rughe da smartphone. VERO

I ricercatori della London Clinic l’hanno chiamata sindrome del “tech neck”. È la comparsa di precoci rughe sul collo che si formano quando si guarda a lungo lo smartphone abbassando la testa. A soffrirne sono soprattutto le donne tra i 18 e i 39 anni. Il rimedio? Cambiare postura. Secondo l’American Academy of Optometristry, la giusta distanza fra smartphone e viso è quella che si ottiene piegando il braccio di circa a 45 gradi, con la mano che impugna il telefonino poco al di sotto del livello della spalla.

Gli uomini sono meno fortunati. FALSO

La pelle maschile è più spessa e quindi meno incline a segnarsi rispetto a quella femminile. Inoltre gli uomini hanno tendenzialmente la pelle più grassa e questo rappresenta un punto a loro favore perché il sebo funge da idratante naturale. Queste differenze però con l’età, e quindi dai 55-60 anni, in poi, tendono ad annullarsi e l’invecchiamento nei due sessi procede di pari passo.

Per riempirle si usa solo l’acido ialuronico. FALSO

L’acido ialuronico è il prodotto più utilizzato e sicuro: è perfettamente biocompatibile, si riassorbe completamente ed è molto maneggevole: in base alla maggiore o minore densità si adatta ad ogni tipo di ruga.

Esistono però altre sostanze che il medico può decidere di impiegare, anche se più raramente. Tra queste l’acido polilattico, che agisce come stimolante dermico nella produzione di nuove fibre elastiche. Si usa in genere per le  rughe sottili delle guance.

Ci sono poi policaprolattone e idrossiapatite di calcio, indicati soprattutto per rimodellare i contorni del viso, ma che si possono utilizzare anche per i solchi più profondi come le rughe nasogeniene e quelle del mento. Tutte queste sostanze, a differenza dell’acido ialuronico, non sono naturali ma sintetiche, anche se sono formulate per non provocare reazioni cutanee.

Il loro vantaggio? Avere una lunga durata (fino a 18 mesi, due anni) e non causare gonfiori, perché non trattengono acqua. Ma una volta iniettate, se il risultato non piace, bisogna attendere che si riassorbano, mentre l’acido ialuronico può essere degradato facilmente usando un enzima, la ialuronidasi, contrastando così gli effetti di una punturina di troppo.

 

rughe

 

Non esiste una dieta per le rughe. FALSO

Le rughe si combattono anche a tavola. E le armi più importanti sono frutta e verdura di stagione, da consumare cinque volte al giorno, variandole e puntando su quelle colorate. Questo perché sono ricche di antiossidanti, tra cui i polifenoli, che proteggono le cellule dall’azione dei radicali liberi. Un prezioso alleato è poi l’olio extra vergine di oliva, che grazie alla vitamina E ai suoi composti come l’oleuroperina, riparano i danni. Occhio poi a non eccedere con gli zuccheri, non solo quelli presenti nei dolci ma anche in pasta, pane e cereali in genere. Il glucosio infatti si lega a collagene ed elastina e li danneggia, accelerando l’invecchiamento.

Il sole è il nemico numero 1. VERO

L’esposizione ai raggi ultravioletti è la causa principale dell’invecchiamento precoce della pelle, contribuendo per circa il 70% alla formazione di rughe, macchie e lassità cutanea. Il fenomeno può manifestarsi già a partire dai 25 anni, se non ci si protegge adeguatamente, ma i danni evidenti si osservano intorno ai 40-45 anni. Sono due i meccanismi coinvolti nel photoaging: da una parte le radiazioni UV producono radicali liberi, con conseguente danno al DNA e invecchiamento cellulare. Dall’altra rovinano le fibre di collagene portando a perdita di elasticità e compattezza dei tessuti.